Che stanno a indicare pause o assenze di pause tra evento sonoro ed un altro. E forse l'elemento più interessante (il quinto dell'immagine), che non fa si che la composizione sia fatta di sole tessere; ma sono possibili sovrapposizioni di eventi sonori. Le frecce ci indicano fino a quando un dato elemento deve sconfinare nella durata dell'elemento successivo. Come il sesto simbolo che indica che l'evento deve durare fino alla fine del successivo. L'ultimo simbolo indica che l'evento deve durare fino a che non vi sia una pausa. Questa regola del gioco ci preserva la variabilità nella densità degli accadimenti, assicurandoci un certo aggancio, tondino di ferro della dimensione orizzontale, capacità di addensare, rarefare e sovrapporre elementi senza avere una piatta giustapposizione.
Suono con sordina, accenti, riverberazioni, ritmi periodici o aperiodici…
Proporzione tra elementi rumorosi privi di altezza ed elementi di suono con altezza precisa,
mescolanza per ottenere un determinato timbro e divisione inoltre tra hard e soft che è una
caratteristica più decisa e sfumata dello stesso timbro.
La pagina che contiene tutti questi ultimi simboli ci da dunque la struttura cellulare di questa
composizione e degli accadimenti.
Mentre la regola delle sovrapposizioni e rapporti tra elemento ed un altro (> e <) ci determinano la
parentela tra elemento ed un altro.
Le bandierine ci determinano la quantità di materiale che adoperiamo o la quantità di silenzio
colorato che addizioniamo al nostro brano.
Obblighi di correlazione nel tempo e obblighi di correlazioni armoniche, ovvero ulteriori fattori che modulano la coesione ed il legame più o meno stretto tra una pagina e l'altra.